Dio non conosce le cose solo perche’ queste esistono

1Se vogliamo fare una riflessione sull’intelligenza divina, e’ necessario iniziare da quello che conosciamo  meglio, da cio’ che e’ il piu’ evidente per poi, poter raggiungere attraverso il raggionamento quello che e’ il piu’ nascosto. Per questo motivo innazitutto inizieremo dall’intelligenza che conosciamo nella natura creata.  
Si vede benissimo attraverso l’esperienza quotidiana, che piu’ un’intelligenza e’ avanzata, piu’  ha facilita’ nel concepire  le cose nelle loro universalita’. Mentre uno  studente capira’ rapidamente una regola esposta dal professore, un’altro avra’ bisogno di qualche esempio per comprenderla meglio. Non  e’ classica la situazione quando lo studente chiede: « non avrebbe un esempio da darci per illustrarlo? ».
E’ proprio in questo modo che la perfezione dell’intelligenza va misurata, cioe’ nella capacita’ di oltrepassare le cose concrete e immediate, per raggiungere nell’istante le grandi verita’ astratte. Piu’ un’intelligenza e’ perfetta, meno e’ legata alle realta’ particolari. Per dirla in un’atro modo, piu’ un’intelligenza e’ elevata piu’ si distacca dalla materia.  
 
Le differenti forme dell’intelligenza nell’Universo
 
E’ possible distinguere diversi gradi d’intelligenza in funzione alle nature e ai loro legami con la materia. Primo di tutto l’animale: se questo possiede una capacita’ di conoscere, non si puo’ dire che abbia un’intelligenza perche’ rimane incapace di creare un concetto. Esso rimane totalemente legato alla materia e conosce unicamente le realta’ singolari che si presentano ai suoi cinque sensi. L’uomo  invece, vive in un corpo materiale e se ne serve per riflettere perche’ il suo raggionamento gli permette di elaborare dei concetti , anche’ se questo succede inizialemente grazie alla conoscenza sensibile. Concludiamo che l’uomo non e’ totalmente dipendente dalla materia. Dopo l’uomo abbiamo l’angelo che non possiede un corpo e usa la sua intelligenza senza doversi servire  di una conoscenza sensibile, anche’ se – bisogna sottolinearlo – inquanto essere creato, la sua intelligenza  ugualmente possiede dei limiti. Finalemte arriviamo a Dio… che e’, come l’abbiamo gia’ visto , totalmente immateriale a motivo della sua assoluta semplicita’ inquanto Essere. Solamente Lui, ha un’intelligenza illimitata, perche’ e’ per se infinita.      
 
Il modo di conoscere di Dio

2L’intelligenza funziona come i sensi: quando un senso percepisce il suo  oggetto, come l’odorato un odore particolare, si crea una spece di connessione tra i due. Il soggetto riceve una certa forma dell’oggetto attraverso l’atto della conoscenza. Detto questo si capisce adesso che Dio non ha « niente da conoscere>. Lui conosce tutto perche’ non solamente crea tutti gli esseri, ma per di piu’ li mantiene nell’esistenza: « Poiché in lui viviamo, ci muoviamo e siamo, » (Atti degli Apostoli XVII, 28). Lui rimane la connessione con tutte le cose.
In realta’ Dio conosce solamente se stesso, non perche’ ignora il resto, ma parche’ non ha altri oggetti intelligibili all’eccezione di lui stesso e questo e’ dovuto al fatto che e’ il Solo ad essere un atto puro. Per di piu’, Dio non puo’ essere determinato da qualcos’altro che gli aggiungerebbe qualcosa  attraverso una forma supplementare di conoscenza.  Dio conosce se stesso attraverso una conoscenza immediata, cioe’ senza distinzioni tra oggetto e soggetto. Per essere piu’ precisi, in Dio l’intelligenza, l’essenza, l’essere e la conscenza formano in Lui una sola cosa.   
 
Se Dio crea le cose, e’  perche’ le conosce

Dio conosce ogni cosa nella misura in quanto ne e’ la causa e che le mantiene nell’esistenza. Le conosce non attraverso loro, ma in Se, nella Sua propria essenza… Come in una specie di specchio… che non solamente riflette ma possiede la capacita’ di creare e di mantenere nell’esistenza. 
Infatti, Dio non conosce le cose perche’ esistono altrimenti questa conoscenza  sarebbe ad esse posteriore. Succede proprio il contrario. E’ perche’ Dio le conosce che esistono. La Sua scenza e la Sua volonta’ essendo una sola cosa, sono causa di ogni cosa. 
 
Dio puo’ conoscere delle cose che non esistono?

3Prendendo in considerazione quello che si e’ appena detto la domanda rimane legittima: se la Sua scenza e’ causa di un’esistenza ci chiediamo: puo’ conoscere il « centauro » senza che questo essere mitologico esista veramente? Bisogna notare che ci sono diversi tipi do non-esseri. Ci sono quelli che hanno esistito o esisteranno anche se per adesso non esistono e quelli che non ci saranno mai e non hanno mai esistito. 
Per raggione di queste distinzioni e per sapere quale rapporto Dio avrebbe potuto avere con tali esseri i teologi si sono serviti di alcune categorie  – certo umane, ma che permettono di toccare un Dio talmente semplice che rimane impossibile concepirlo.
Detto questo, la scolastica ha fatto delle distinzioni in Dio. Si parla di « scenza d’approvazione » (e’ l’associazione dell’intelligenza e della volonta’) creatrice. Poi della « scenza visionaria » che rimane in rapporto agli esseri che hanno esistito o che esisteranno. Finalemente la « semplice intelligenza » che riguarda gli esseri puramente imaginari.  
 
Poiche’ Dio sa tutto di noi, rimane sempre vicino a noi

4Sappiamo oramai che Dio sa tutto il che Lo rende necessariamente presente vicino alle creature ed e’ una presenza salvifica, capace di abbracciare tutto l’essere e tutta la storia. La Sua onniscienza divina e’ proporzionale alla Sua onnipresenza che non consiste a terrorizzare attraverso una  prossimita’ di giudizio, ma a dare sostegno ed una liberazione. Dio sa tutto di noi e quindi e’ sempre con noi. Questo succede anche’ durante le notti le piu’ oscure della nostra vita. Non ci abbandona. Rimane presente anche’ nei momenti piu’ difficili e quelli addirittura durante l’ultima notte, nell’ultima solitudine  nella quale nessuno ci puo’ accompagnare.  Nella notte della morte il Signore non ci abbandona.
Attraverso la Sua conoscenza, quando pensiamo e compiamo azioni,  Dio rimane  intimissimo con noi… e sta a noi rimanere con Lui nell’intimita’ entrando nel Suo pensiero e agendo in conformita’ alla Sua volonta’.

Louis-Marie Dupin

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